PER MICHELA - un anno dopo
La montagna delle alte quote con le vette scintillanti di ghiaccio e neve era l’ultima scoperta in ordine di tempo di Michela Badalin, ma come avviene per tutte le cose belle che si scoprono tardi, ecco che si cerca di recuperare il tempo perduto con un programma intenso e tanti progetti nel cassetto, primo fra tutti il corso di alpinismo a primavera per affrontare con maggior sicurezza altri 4000 dopo il Monte Rosa ed il Monte Bianco. Ma il tempo “perduto” Michela non l’aveva trascorso in modo anonimo; cresciuta nell’ambiente dell’oratorio con i primi impegni da catechista, da “grande”, con una laurea in tasca, la sua attenzione alla persona l’aveva portata ad assumersi l’impegno amministrativo nel proprio Comune, Cittiglio, come assessore ai servizi sociali mentre la sua predilezione ed attenzione alla natura, la vedevano impegnata nella Sezione di Lega Ambiente. L’amore per la vita attiva e lo sport, la portavano ad affrontare gare podistiche di corsa in montagna condividendo la passione del marito. Poi nella primavera del 2006 l’iscrizione al CAI di Laveno Mombello per dedicare maggior tempo alla montagna che le faceva provare emozioni intense e pure.
Da subito il suo entusiasmo, la sua solarità, il suo modo di rapportarsi con le persone, la voglia di coinvolgere e di lasciarsi coinvolgere ha lasciato intravedere delle potenzialità pur con una frequentazione non assidua della Sezione CAI.
Preferiva infatti la montagna alla Sede e dalla montagna in un limpido pomeriggio autunnale ha spiccato il volo per le altezze infinite dove solo gli spiriti liberi possono avventurarsi, lasciando il vuoto nella vita del marito Carlo, compagno di tante avventure.
Ma l’aria in cui si è librata dissolvendo il proprio spirito è con noi e tutta intorno a noi e così Michela sarà sempre al nostro fianco per accompagnarci nelle ascensioni future e lungo i sentieri della vita.
Ciao Michela