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Pizzo Ragno (2289 m)-
Data: 25 settembre 2011
Difficoltà: EE.
Dislivello: salita 1300 m, discesa 1600 m
Tempi di percorrenza: Salita: 1h 40' al rifugio Al Cedo, 3h 30' al Pizzo
Ragno. Discesa: 1h 45' cresta, 3h 45' ad Orceso. Tempo totale 8h 00' di
cui 7h 15' di cammino. Lunghezza del percorso: 14,7km.
Partecipanti.: 13. Roberto (capogita), Dario, Luigi, Cristina, Fabio, Giuliano, Stefano, Gigi,
Gianfranco, Roberto, Pere, Conte e Giuditta.
Meteo: Nuvoloso, fosco, caldo afoso in salita, sole a tratti.
Percorso: Strada della Val Loana, sopra Patqueso (1120)-
Sentiero M08 -
Accesso alla località di partenza: Da Laveno: traghetto Laveno-
Statale del Sempione, a Domodossola uscire per la Val Vigezzo, a Malesco svoltare a destra
per la Val Loana, parcheggiare sulla strada in località Patqueso.
Accesso alla località di arrivo: Sulla strada della Val Vigezzo, prima di Druogno
svoltare a destra per Gagnone-
Cartina: Kompass 89
Il Pizzo Ragno è una panoramica cima che si affaccia alla Val Vigezzo e deve il suo nome alla forma della
cima che, dalla Val Vigezzo, ricorda la testa di un ragno. Organizzata dal CAI di Laveno-
l'escursione è condotta da Roberto che nella scelta dell'itinerario ha messo insieme le due vie principali.
Si sale dalla Val Loana, attraverso gli alpeggi della Valle del Basso, via più dolce e con meno dislivello
e si scende lungo la cresta N a Gagnone-
e con maggior dislivello. Siamo in 13 partecipanti e ci organizziamo portando una macchina al punto di
Dopo questi movimenti arriviamo in Val Loana e lasciamo le macchine sulla strada sopra
Patqueso (1120) dove inizia il nostro sentiero. Seguendo i cartelli del sentiero M10, dalla strada
scendiamo tra i pascoli, perdendo 120 m di quota e raggiungiamo il ponte sul Torrente Loana, lo passiamo
e poco dopo attraversiamo anche il ponte sul Rio del Basso. Entriamo così nella Valle del Basso e iniziamo
la risalita lungo la sinistra orografica del torrente. Il sentiero sale dolcemente tra i pascoli attraversando
l'Alpe nell'Oro e l'Alpe Basso (1130). Gli alpeggi sono ben tenuti e la maggior parte delle baite sono state
ristrutturate di recente. Arriviamo ai prati di All'Erta (1279) dove il sentiero abbandona il fondovalle, devia a
destra e prende a salire decisamente su tornanti in una faggeta. Usciti dal bosco, tra ripidi pratoni arriviamo
al Rifugio Al Cedo (1550) dove sostiamo brevemente per riprendere le forze. Riprendiamo la via sul sentiero,
ora segnato M08, salendo tra le baite di Al Cedo (1576), in cima ai prati pieghiamo a sinistra e ci abbassiamo
per attraversare la forra del Rio del Castello, risaliamo e arriviamo alle cascine di Al Geggio (1774).
Un cartello ci indica la direzione di salita, non troviamo altri segnali e il percorso lo dobbiamo intuire,
risaliamo i prati lungo la forra del torrente. Arriviamo ad un bivio segnato con i cartelli dove, ignorata la
direzione per il Passo Biordo, svoltiamo verso nord, attraversando nuovamente il Rio del Castello.
Siamo in vista della nostra meta e sui prati raggiungiamo la spaccatura che scende dalla cima verso sud,
la seguiamo su un ultimo ripido tratto e siamo sulla vetta del Pizzo Ragno (2289), dominata da una croce.
Sostiamo per lo spuntino e le foto di vetta. Purtroppo il panorama, che sarebbe stato grandioso, è nascosto
da nuvole e nebbie, a nord l'ampia Val Vigezzo a non si vede, a sud la catena delle cime della Valgrande è
visibile a tratti, si intravede a ovest la Val del Basso e la sottostante Alpa Campra. Iniziamo la discesa sul
sentiero M06 con un primo tratto ripidissimo verso la Costa Scarone, poi un traverso tra i rododendri
ci porta sulla cresta nord. Scendiamo seguendo il filo di cresta con tratti di facile disarrampicata aiutandoci
con le mani e assistendo i compagni meno esperti. La via è ripida ed è necessaria prudenza, prestando
particolare attenzione ai tratti umidi e scivolosi. Raggiungiamo un poggio erboso a quota 1930 che
interrompe la cresta. Sostiamo brevemente per riprendere energie e ripartiamo. La cresta, sempre
ripida, scende ora tra i larici fino a giungere al pianoro del Colle del Ragno (1648) dove termina la
via più impegnativa. Cambiamo decisamente direzione andando verso ovest sul sentiero prima
pianeggiante, poi in dolce discesa che entra nel Bosco Negro. Raggiungiamo i prati dell'Alpe
Campra (1385) e, dopo una breve pausa davanti alla fontana, ripartiamo. Scendiamo sulla comoda
mulattiera nel bosco, attraversiamo un ponte sul Rio Lupo e arriviamo al paese di Gagnone-
le altre auto. Gita impegnativa per lunghezza, dislivelli e per difficoltà sulla via di cresta (da evitare in caso
di fondo bagnato). Altra difficoltà è l'orientamento, la segnaletica è scarsa e dopo Al Geggio non ci sono
tracce evidenti sui prati e, in caso di nebbia, la situazione sarebbe problematica.
Dario M.