Testa del Rutor 10-11 set 11 - CAI - Laveno Mombello

Vai ai contenuti

Menu principale:

Testa del Rutor 10-11 set 11

ARCHIVIO > 2011
 


Testa del Rutor (3486m)
Valle di La Thuile (Val d’Aosta)


• Data : 10-11 settembre 2011

• Dislivello: 1.giorno. 900m salita. 2.giorno. 1100m salita, 2000m discesa - • Lunghezza del percorso: 1.giorno 7,3km, 2.giorno 23,1km
• Difficoltà: 1.giorno E. 2.giorno F (alpinistica) - • Tempi di percorrenza:
1.giorno. 2h45'. - 2.giorno. salita alla Testa del Rutor 5h00' (effettivi 4h30'), discesa al rifugio 3h30' (effettivi 3h00') discesa a La Joux 1h45'. Tempo
totale 11h30', tempo effettivo di cammino 9h15'.
• Partecipanti: 8 (Dario, Paolo, Gianmarco, Roberto C., Emilio, Pere,
Giuseppe, Roberto)
• Meteo: bello
• Accesso alla località di partenza: Dall'autostrada A4 Milano-
Torino, deviare sulla A5, passare Aosta e uscire a Morgex prendere la
direzione del Piccolo San Bernardo, A La Thuile deviare per La Joux
• Percorso: 1.giorno: La Jeux (1608)- 1.cascata- Parcet (1772)-
2.cascata (1990)- 3.cascata (2060)- Lac du Glacier (2150)- Colle della
dignità- Rifugio Deffeyes (2494). 2. giorno: Rifugio Deffeyes- entrata
sul ghiacciaio del Rutor quota 2750- Col del Rutor (3373)- Testa del
Rutor (3486)- Col del Rutor- uscita dal ghiacciaio del Rutor a quota
2720- Rifugio Deffeyes- poi stesso sentiero di salita

La Testa del Rutor è la cima più alta che sovrasta l'omonimo
ghiacciaio, uno dei più grandi della Val d'Aosta. Situato sullo
spartiacque fra la Valle di La Thuile e la Valgrisenche offre una
spettacolare vista sulla catena del Monte Bianco. Organizzata dal CAI
di Laveno e condotta da Paolo e Gianmarco, la gita prevede la salita
dalla Valle di La Thuile, sul versante nord, via molto più lunga che
quella dalla Valgrisence ma paesaggisticamente più remunerativa. Siamo
8 escursionisti e abbiamo prenotato per la cena e il pernottamento al
rifugio Deffeyes. Sabato ce la prendiamo comoda, l'unico orario da
rispettare è l'arrivo al rifugio per l'ora di cena. Arriviamo con le
auto al parcheggio di Le Joux (1608), ci organizziamo con le
attrezzature: ognuno deve portare picozza, ramponi, imbragatura
personali mentre di corde ne servono 3 per comporre 2 cordate da 3 e 1
da 2. Sono le 13,15 e, dopo un breve spuntino, partiamo. Il comodo
sentiero attraversa il torrente su un bel ponte di legno e prende a
salire a tornanti nel bosco. Raggiungiamo la prima cascata dove ci
fermiamo per le foto. Riprendiamo la salita, attraversiamo la piccola
radura con la baita del Parcet (1772), quindi arriviamo alla seconda
cascata (1990). Proseguiamo e arrivati ad un bivio, prendiamo una
breve deviazione per andare a vedere la terza cascata (2060). Tornati
al bivio, riprendiamo la salita e, in breve, raggiungiamo l'ampio
pianoro del Plan de La Liere, con l'Alpage e il Lac du Glacier (2150).
Il sentiero, ora in campo aperto, attraversa un ponticello e prende a
salire il pendio erboso e, dopo varie svolte raggiungiamo un colle
segnato su un cartello come Colle della dignità, da dove, finalmente
ci appare il ghiacciaio del Rutor. Perdiamo una decina di metri di
quota e, in breve arriviamo al Rifugio Deffeyes (2494). Sono le ore
16.00, abbiamo impiegato 2h45' per la salita, comprese le brevi
deviazioni per vedere le cascate. Dopo esserci sistemati nelle
camerate e aver mangiato una fetta di torta con una birra, abbiamo
tempo prima di cena e ne approfittiamo per visitare la vicina
chiesetta di San Grato e Santa Margherita. Durante la cena raccogliamo
informazioni dal gestore e dagli altri alpinisti circa la via seguire
la mattina dopo e ci accordiamo per gli orari : sveglia ore 5.00,
colazione ore 5.30, partenza ore 6.00. La mattina successiva,
rispettando gli orari, partiamo alle ore 6.00 con le pile frontali. E'
ancora buio pesto, si comincerà a vedere qualcosa verso le 6.30. Dopo
un breve tratto iniziale in discesa, prendiamo a salire lungo il
sentiero dell'Alta Via che porta al Passo Planaval. Arriviamo ad un
bivio dove abbandoniamo la direzione per Planaval prendendo a destra
verso il ghiacciaio su un percorso  a saliscendi  segnalato con ometti
di pietra, che aggira il Lago Verde (2543) e il Lago Grigio (2534)
passando alla loro destra. Arriviamo sopra il lago dove finisce il
ghiacciaio e con un lungo traverso riprendiamo quota fino a riprendere
il sentiero per Planaval lungo la morena. Ci rendiamo conto di aver
allungato il percorso sul sentiero del giro dei laghi del Rutor.
Troviamo una palina conficcata tra le pietre che ci indica, secondo le
informazioni raccolte la sera prima, il punto dove abbandonare il
sentiero e scendere sul ghiacciaio. L'altra via di salita segue il
sentiero per Planaval sugli sfasciumi, si incontrano tratti attrezzati
con catene, poi si devia a destra per salire sul ghiacciaio a quota
3000. Scendiamo tra gli sfasciumi poi, in prossimità del ghiacciaio,
decidiamo di risalire di qualche centinaio di metri lungo la morena
instabile per evitare un tratto ripido del ghiacciaio. Poniamo piede
sul ghiacciaio a quota 2750 e ci organizziamo per comporre le cordate.
Sono le 8.20 e inizia il nostro percorso sul ghiacciaio. Il primo
tratto è ripido e percorso da vari ruscelli, comunque è pulito e i
crepacci sono ben visibili. Restiamo inizialmente sulla sinistra, zona
meno crepacciata, poi ci portiamo verso il centro e proseguiamo la
salita. Arriviamo in una zona crepacciata in cui occorre molta
attenzione per trovare la giusta via tra i crepacci e per non
sprofondare sui ponti di neve non sempre evidenti. Raggiungiamo un
ampio pianoro coperto da pochi centimetri di neve ma privo di crepacci
da cui individuiamo facilmente il percorso da seguire. Un ultimo
ripido tratto ci conduce all'evidente Col del Rutor (3373) dove si
vedono i ruderi della vecchia Capanna Deffeyes abbandonata da tempo.
Arrivati al colle lasciamo corde e ramponi e affrontiamo la cresta. La
cresta è ampia e sgombra da neve e facilmente ci conduce alla
madonnina sulla cima della Testa del Rutor (3486). Sono le ore 11.00 e
dalla cima ammiriamo la catena dominata dalla cima del Monte Bianco,
mentre dal lato della Valgrisance la vista è nascosta dalle nuvole e
nebbie. Dopo le foto di rito e un breve spuntino riprendiamo la via,
ci aspettano 2000m di dislivello in discesa. Tornati al colle,
indossiamo nuovamente i ramponi, ci leghiamo e riprendiamo il percorso
su ghiaccio. In discesa seguiamo quasi fedelmente il tracciato di
salita. Con l'aiuto del GPS individuiamo il percorso nella zona
crepacciata e, raggiunto il punto di entrata del mattino, proseguiamo
per un breve tratto uscendo dal ghiacciaio a quota 2720. Sono le 13.50
e risaliamo la morena raggiungendo il sentiero dell'Alta Via. Questa
volta lo seguiamo fedelmente, costeggiando i vari laghi e alle 15.00
siamo al Rifugio Deffeyes. Paghiamo il conto (volevamo farlo la sera
prima, ma il gestore ha detto che si paga al ritorno, altrimenti non
ci vengono a cercare), prendiamo una birra e una fetta di torta e
ripartiamo. La lunga discesa, questa volta senza deviazioni per le
cascate, ci riporta a La Joux alle 17.30.
Bella e panoramica escursione su un ghiacciaio percorribile senza
grandi difficoltà. I punti più ostici riguardano l'individuazione del
percorso di avvicinamento all'attacco del ghiacciaio, non ci sono vie
segnate. Da non sottovalutare l'impegno fisico, data la lunghezza del
percorso e l'orientamento in caso di scarsa visibilità.
Dario M.

foto di Roberto C. e Dario M.
Torna ai contenuti | Torna al menu